La Radio in Italia

La storia della radio in Italia, intesa come trasmissione radiofonica, inizia il 6 ottobre 1924 con la voce di Maria Luisa Boncompagni. Si tratta di un programma sperimentale, composto fa musica operistica, musica da camera e da concerto, un bollettino meteorologico e dalle principali notizie di borsa. L’unica stazione radio a trasmettere a livello nazionale era situata in una zona di campagna che oggi, totalmente trasformata, appartiene all’attuale quartiere Parioli di Roma.

14450275160680927238

Negli anni ’20, la radio italiana era controllata dal governo fascista ed era utilizzata anche per scopi propagandistici. Nel 1925 nasce il “Radiorario”, un settimanale ufficiale dell’URI (Unione Radiofonica Italiana, prima società concessionaria della radiodiffusione in Italia, fondata nel 1924). Il Radiorario era un settimanale in cui si faceva sia propaganda, sia informazione leggera al fine di far conoscere meglio i gusti e le opinioni di un pubblico ancora da “formare”.

Tra il 1924 e il 1929, oltre che a Roma si inizia a trasmettere anche a Milano, Napoli e Torino.

La comunicazione di massa

La radio è stato il primo strumento con il quale il pubblico ha potuto vivere l’essenza della condivisione di una propria cultura, in modo “istantaneo” e “a distanza”. La radio divenne, quindi, il primo mezzo di comunicazione di massa, con cui viene “formato” e “informato”. Ovviamente, per l’arrivo di una informazione più obbiettiva si è dovuto aspettare fino alla fine del regime fascista, che di fatto controllava le radiocomunicazioni e il loro utilizzo negli enti pubblici.

Dopo il secondo conflitto mondiale, le trasmissioni radio nazionali furono affidate alla EIAR, che divenne in seguito la RAI.

14450275160680927238

La radio moderna

Negli anni, oltre al monopolio televisivo, la RAI ha perso anche il monopolio della radio. Un passaggio chiave c’è stato con l’avvio delle radiotrasmissioni in FM, che ha visto la nascita di numerosissime trasmissioni radiofoniche locali in tutta Italia. Alcune di queste, assunsero un’importanza nazionale per via delle loro battaglie politiche, per la modalità di rapporto con il pubblico (ad esempio l’apertura dei commenti telefonici al pubblico di Radio Radicale), per la tipologia di trasmissione (informazione, commenti, sport, scherzi, programmi satirici o comici).

Nonostante ciò, Radio RAI continua ad offrire uno dei migliori e più diversificati palinsesti della radio italiana, grazie anche ai fondi che riesce a ricavare dai canoni di abbonamento degli utenti, in aggiunta a quelli derivanti dalle pubblicità.