La telefonia in Italia

Sebbene sia stato inventato verso la fine del XIX secolo, il telefono elettrico è stato utilizzato inizialmente nei laboratori scientifici e solo dal 1881 dai banchieri, agenti di scambio e ferrovieri, la cui professione necessitava di uno scambio veloce di dati, fino ad allora attuato con il telegrafo. Via via, fu utilizzato anche dagli imprenditori e dopo la prima Guerra Mondiale, anche dai “civili”, per scambiarsi informazioni o semplicemente chiacchierare. Nel 1923 vi erano cinque concessionarie private a cui fu affidata la gestione del servizio sul territorio nazionale. Queste erano: Stipel, Telve, Timo, Set, Teti.  In questi anni nascerà il telefono a cornetta.

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Il boom del telefono si ha negli anni Cinquanta, anni in cui vi furono numerosissime richieste di allacciamenti telefonici e per questo motivo fortissimi investimenti in infrastrutture da parte dello stato e delle istituzioni locali.

SIP e Telecom Italia

Come detto in precedenza, le concessionarie per i servizi di telecomunicazione erano cinque. Successivamente, a partire dal 1957 si decise di trasferire l’intero settore telefonico italiano all’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale). Iniziarono movimenti di cessioni e riorganizzazioni, che videro come risultato finale l’unificazione del sistema telefonico nazionale nel 1964, fondendo tutte le concessionarie in SIP (Società Idroelettrica Piemontese) che divenne Società Italiana per l’Esercizio Telefonico. Nel 1964 contava oltre 5 milioni e mezzo di apparecchi telefonici in servizio e oltre 4 milioni di abbonati, con quasi 28 mila telefoni pubblici.

Nel 1994, SIP si fuse con altre società di telecomunicazione italiane operanti in diversi ambiti (Iritel, Telespazio, Italcable e SIRM, facenti parte del gruppo STET), e diede vita a Telecom Italia.

Dal telefono statale alle privatizzazioni

Nel 1997, quello che fino ad allora era un settore controllato solo dallo stato, divenne una questione per privati. Infatti, nel 1997 si procedette per la privatizzazione di Telecom, con la quale il Ministero del Tesoro intendeva uscire quasi totalmente dall’azionariato Telecom, che sbarcò sulla Borsa Italiana.

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La concorrenza

SIP e Telecom Italia hanno goduto del monopolio sui servizi telefonici per molti anni. La concorrenza nel settore è arrivata soltanto alla fine degli anni ’90, sia per la telefonia mobile, sia per quella fissa. I concorrenti più importanti sono stati Omnitel (diventata Vodafone), WIND e Tre per la telefonia mobile, mentre per quella fissa Tiscali, TeleTu, Infostrada, Fastweb.

Negli anni la concorrenza si è fatta sempre più forte e preparata, nonostante abbia sempre dovuto fare i conti con il forte potere infrastrutturale e burocratico di Telecom Italia.